In un territorio come quello del Lison-Pramaggiore, che troppo spesso sembra autolimitarsi alla produzione di tipologie di vini semplici senza particolari ambizioni, Daniele Piccinin è riuscito a ritagliarsi importanti spazi di attenzione. La sua azienda, Le Carline, da ormai circa un trentennio, è una delle pioniere della sostenibilità nel Veneto orientale: dalla conduzione biologica, quando ancora in pochi sapevano cosa fosse, ai vitigni resistenti (Piwi) alle malattie fungine, dai vini senza solforosa alle interpretazioni più classiche o le coltivazioni sulle isole della laguna di Venezia.

Daniele è un produttore eclettico che non ha mai smesso di sperimentare e esplorare nuove frontiere; negli ultimi anni la piattaforma viticola si è estesa fino ad arrivare a contare circa 35 ettari, sulla pianura fra Annone Veneto e San Stino di Livenza, territorio racchiuso fra le provincie di Venezia, Treviso e Pordenone, su suoli dove ghiaia e argilla si alternano continuamente, in particolar modo in prossimità dei numerosi fiumi che dalle Alpi scendono in direzione dell’alto Adriatico: grazie a queste vigne, Daniele, affiancato dal figlio Alessandro, è in grado di dare vita a una produzione di ottima consistenza qualitativa.
Nei vigneti de Le Carline resistono le varietà storiche del territorio, che – a differenza di quanto successo a tante altre aziende della zona – non hanno ceduto spazio alla glera. Daniele ha deciso di continuare a puntare, quindi, su tai (è il nome che prende in Veneto il friulano), su pinot grigio e sulle varietà bordolesi, presenti da queste parti da oltre un secolo. Nell’ampia gamma di vini prodotti, però, trovano anche spazio, in una linea dedicata che si chiama “Resiliens”, i vitigni resistenti (Piwi), come souvignier gris, prior, sauvignon nepis, considerati da Daniele e Alessandro un’interessante possibilità per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale della viticoltura.

I risultati più interessanti però giungono dal Lison Classico ’23 (100% tai), cui abbiamo assegnato il Premio Regionale Qualità Prezzo del Veneto nella guida Berebene 2026 del Gambero Rosso. Le uve provengono dalle terre argillose che si estendono fra il corso del Livenza e del Tagliamento; dopo la vinificazione e almeno un anno di affinamento in bottiglia, il risultato è un vino che profuma di frutto giallo maturo e note di macchia mediterranea che colpiscono il naso fin dal primo istante. In bocca è la pienezza a convincere, mentre sapidità e tensione concludono un sorso di grande piacevolezza e carattere.
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