Terra di estirpazioni ma anche di vini iconici, Bordeaux e altre aree viticole transalpine, sembrano guardare con favore a una nuova tipologia di vino, che mette assieme vitigni bianchi e rossi (blanc et rouges), per provare a rialzarsi dalla crisi del settore vitivinicolo sfruttando la creativitร dei produttori locali, in un momento di calo di consumi. Nasce cosรฌ il blouge (acronimo dei termini in lingua francese blanc e rouge), matrimonio contemporaneo di uvaggi come syrah o cabernet sauvignon e come sauvignon blanc o viognier che si uniscono per dare vita a prodotti di piรน semplice approccio.
Vino moderno, non a denominazione ma appartenente alla grande famiglia dei Vin de France, che punta a mettere assieme le caratteristiche della leggerezza e della freschezza dei bianchi con la rotonditร e la struttura tipica dei rossi.ย I produttori francesi, soprattutto quelli dell’area di Bordeaux, del Languedoc-Roussillon, della Cรดte-Rรดtie (nella Valle del Rodano), ci stanno facendo un pensierino forti di un atteggiamento e di un approccio estremamente laici a questa tipologia, provando a intercettare i nuovi gusti e le nuove tendenze, in massima libertร .

Nel dettaglio, il cosiddetto “blouge” รจ un vino che puรฒ nascere sia dalla macerazione congiunta di uve rosse all’interno di mosti bianchi, sia da una spremitura contemporanea di un blend di uve bianche e rosse, ma anche di un assemblaggio da vini separati dopo le rispettive fermentazioni. Nessuna regola scritta. Le aziende (da Jacques Lurton a Hubert vignerons, fino a Aubert & Mathieu, per citarne alcuni) cercano vini con estrema bevibilitร , capaci di intercettare i nuovi gusti del mercato. Vini da servire freschi, si intende, possibilmente a una temperatura intorno a 14 gradi, di facile abbinamento con i cibi (dall’aperitivo alla cena) e, per certi versi, vini gastronomici nel senso piรน attuale del termine.

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Il termine blouge non รจ codificato all’intero di alcuna denominazione nรฉ puรฒ comparire nei quaderni di cantina delle aziende vitivinicole. Si tratta, piuttosto, di un termine di fantasia utilizzato convenzionalmente nel mondo produttivo e ora anche in chiave marketing, per indicare questi prodotti innovativi. Tuttavia, va ricordato che la pratica francese di creare blend di uve e mosti da uve diverse non nasce certo nel terzo millennio. Bensรฌ affonda le radici nella tradizione. Si pensi, ad esempio, che nella Cรดte-Rรดtie รจ consentito all’interno del disciplinare della Dop locale assemblare il syrah (bacca rossa) con una percentuale fino al 20 per cento di uve viognier (bacca bianca), in modo da ottenere vini di buona complessitร aromatica e, allo stesso tempo, freschi. Quindi, nessuna innovazione tout court, ma salde radici nel passato e sguardo al futuro, come nella migliore tradizione francese.
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