Onde alte sette metri, venti a 120 chilometri orari, spiagge cancellate. Il ciclone Harry ha travolto la costa sud-orientale della Sicilia trasformando in poche ore il litorale tra Messina e Catania in una zona di guerra. Nessuna vittima per fortuna, ma un bollettino di distruzione che ha paralizzato interi centri come Letojanni, gioiello jonico ai piedi di Taormina. Qui, la sabbia ha invaso il lungomare rendendolo impraticabile e decine di esercenti sono rimasti in ginocchio. È il caso del ristorante Da Nino, Due Forchette Gambero Rosso, emblema della cucina siciliana da tre generazioni.
Affacciato direttamente sulla spiaggia dagli anni ’50, il locale è stato centrato in pieno dalla mareggiata. Barriere abbattute, cucine esterne polverizzate, interni allagati da acqua e sabbia. Il mare ha totalmente distrutto la ex trattoria nata dal nonno Nino e esplosa come perla gastronomica sotto il figlio Giovanni e i nipoti Damiano e Lorenzo. È quest’ultimo ad aver raccontato quanto accaduto. «Ho parlato con gli anziani del paese, i pescatori, anche mio padre. Mai visto un evento così forte e così importante dalle nostre parti. Ogni botta sembrava un colpo di terremoto», ha detto a Local Team il sommelier e titolare, insieme al fratello e al cugino, dello storico ristorante a Letojanni.
Le onde, stimate tra i 6 e i 7 metri ma probabilmente anche più alte a giudicare dai danni, non hanno lasciato scampo alla costruzione sul mare: dove c’erano sala esterna, bar e cucine ora resta solo il vuoto. Il conto dei danni è pesantissimo. «Parliamo di oltre 200mila euro di danni solamente per la struttura esterna. Ora stanno liberando la cantina, che è una delle più importanti del Sud, e vedremo che danni ha fatto lì all’interno». Un luogo curato con passione proprio da Lorenzo e ricca di etichette – dall’Etna alla Francia, fino ai migliori terroir mitteleuropei – , oggi sepolta sotto metri di sabbia.

Il ristorante Da Nino a Letojanni, Damiano Ardizzone via Facebook
Ma il problema riguarda l’intera comunità. Letojanni è infatti paralizzata tra tubature saltate e contatori elettrici esplosi. Molte attività commerciali non possono nemmeno accedere alla corrente elettrica. L’auspicio della famiglia Ardizzone è un intervento istituzionale rapido e tangibile che gli permetta di ripartire per l’estate e per l’inizio della stagione turistica.
Dietro quella speranza ci sono settant’anni di storia e una filosofia ben precisa. Pescato freschissimo quotidiano – il locale sin dai tempo di Nino chiudeva piuttosto che servire pesce non eccellente –, cucina lineare che esalta i sapori primari, rispetto assoluto per la materia prima. Crudi composti su misura, linguine all’astice memorabili, fritture croccanti e una carta vini da far invidia ai grandi ristoranti internazionali hanno reso Da Nino un punto di riferimento della gastronomia siciliana. Ora tocca ricostruire, con la stessa determinazione che ha attraversato tre generazioni.
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