Nella Capitale si chiamano frappe, e diciamolo chiaramente: trovarne di buone, fritte a puntino, che ricordino quel gusto casalingo indimenticabile, è difficile. A stupire a Carnevale sono spesso le insegne di quartiere, che non si perdono troppo in chiacchiere – perdonate il gioco di parole – e vanno dritte al sapore. Arricciate, ricche di bolle, spolverate di zucchero a velo o arricchite con un goccio di miele, ruffiane quanto basta: per assaggiare delle frappe come una volta, da mangiare senza sosta grazie all’ottima cottura, bisogna recarsi sul litorale romano, a Ostia. L’insegna recita La Casa del Tramezzino, ma non fatevi fuorviare dal nome: a regnare sovrani qui sono i dolci.

Quello tra Ostia Lido e frappe è un connubio ormai assodato. Famosissime sono quelle di Simona, insegna rinomata che per molto tempo ha aperto solo nel periodo di Carnevale, dove non manca mai la fila. Eppure, le frappe più buone, friabili, perfette nella loro semplicità, si trovano in tutt’altra zona, in un’area residenziale che pullula di attività commerciali, di quelle dove «non manca proprio niente». Nata nel 1969, La Casa del Tramezzino non ha mai cambiato indirizzo, ma dal 2017 si è rifatta il look con arredi più moderni e freschi, in linea con una proposta che resta al passo coi tempi e si fa sempre più precisa nella tecnica. Senza dimenticare il suo animo popolare, da pasticceria di fiducia, di quelle dove si va a colpo sicuro. Compleanni? La torta è quella «del Tramezzino». Pastarelle della domenica? Si prendono «al Tramezzino». I clienti a Ostia sono talmente in confidenza con l’insegna che ne abbreviano persino il nome.

Una pasticceria classica che ha saputo abbracciare i trend degli ultimi anni come le ugly cakes o le cream tart (buone, ma Millefoglie, Sacher e le classiche torte a base di pan di Spagna – magari al cioccolato – restano le migliori), e su cui si può fare affidamento anche per le grandi occasioni, dalle comunioni ai matrimoni, grazie a un bel lavoro con la pasta di zucchero e le decorazioni. E che sui dolci da ricorrenza si rivela imbattibile: frappe e castagnole (classiche o ripiene) non mancano mai a Carnevale, fritte per bene, senza eccedere nella cottura, garantendo un prodotto leggero e godibile.
Per la festa del papà, zeppole e bignè di San Giuseppe qui sono il massimo, del resto la crema pasticcera è di quelle golose, ricche, a cui è impossibile resistere. Non eterea ed extra-puntinata di vaniglia come nelle grandi pasticcerie contemporanee: più classica, profumata di limone, un po’ come quella della nonna ma liscia e vellutata, fatta con metodo e attenzione.

Da buon bar di quartiere qual è, a La Casa del Tramezzino il momento della colazione è da sempre movimentato. Eppure, non mancano mai sorrisi e gentilezza, dispensati con generosità dal personale di questa attività che dal 1980 conta un’altra sede anche a Casal Palocco. Quella di Ostia, però, resta iconica per chi ha trascorso qui la domenica mattina in fila per assicurarsi un buon vassoio di (squisite) pastarelle, a cominciare dagli intramontabili bignè allo zabaione. E nell’attesa, perché non gustarsi un buon cornetto? Fino a una decina di anni fa i lieviti della casa erano sì di buona fattura ma ancora un po’ grossolani nell’aspetto, un impasto rigonfio e più tendente al pan brioche, che nel tempo si è evoluto, dando vita a un cornetto all’italiana – ormai difficile da trovare – sempre piacevole.

Squisiti sono poi i maritozzi alla panna, degni di sfidare anche i grandi nomi della pasticceria capitolina, panetti soffici, spaccati a metà e stracolmi di panna montata fresca. Tra gli altri classici da non perdere, le aragoste con crema diplomatica, i profiteroles al ciocclato, le crostatine alla frutta e soprattutto i marron glacé: la castagna morbida, ben cotta, è ricoperta da uno strato sottilissimo di glassa che si scioglie al morso rivelando il sapore intenso del frutto. Un dolce comunemente considerato stucchevole, che qui invece invita a un secondo assaggio.
Ecco, forse è questo il segreto di questa storica pasticceria: essere una garanzia anche in tempi di grandi cambiamenti, continuare per la propria rotta, oltre le mode e le ultime tendenze, senza però snobbarle, mantenendo il gusto della tradizione con semplicità e fermezza. Sfornando dolci che fanno venire voglia di mangiarne ancora. Non è in fondo questo l’obiettivo di chi fa da mangiare?
La Casa del Tramezzino – Roma – via Federico Paolini, 184 – facebook.com/lacasadeltramezzino/?locale=it_IT
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