La Polonia, su iniziativa del Ministro dell’Agricoltura Stefan Krajewski, ha deciso di bloccare temporaneamente lโingresso nel Paese di alcuni prodotti alimentari importati che contengono residui di pesticidi vietati nellโUnione europea, in una mossa che punta chiaramente a fare pressione su Bruxelles affinchรฉ adotti regole piรน severe.
Il provvedimento segue iniziative simili giร adottate da altri Stati membri, come la Francia, e riguarda in particolare frutta e verdura trattate con sostanze chimiche bandite nel mercato europeo per motivi sanitari e ambientali. Secondo le autoritร polacche si va cosรฌ incontro al duplice obiettivo di tutelare i consumatori e di difendere gli agricoltori locali da una concorrenza considerata sleale. I produttori europei, infatti, devono rispettare standard piรน rigidi rispetto a quelli applicati in molti Paesi extra-Ue, dove lโuso di determinati pesticidi รจ ancora consentito.
La misura introdotta da Varsavia si inserisce in un contesto di crescente tensione tra diversi governi nazionali e le istituzioni comunitarie sul tema delle importazioni agricole. Da tempo numerosi Paesi chiedono che i prodotti provenienti dallโestero siano soggetti agli stessi vincoli imposti agli agricoltori europei, al fine di evitare disparitร competitive e garantire livelli uniformi di sicurezza alimentare. Il nodo centrale riguarda proprio la presenza, nei cibi importati, di residui di sostanze vietate allโinterno dellโUe, ma ancora utilizzate altrove.

Giร nel gennaio scorso la Francia ha provato a mettere in atto un’iniziativa dello stesso tipo annunciando il divieto di ingresso per alimenti contenenti residui di pesticidi proibiti nellโUnione europea, ma lโeffettiva entrata in vigore della misura resta comunque subordinata al via libera di Bruxelles.
Il provvedimento, promosso dal governo francese, mira a bloccare prodotti contaminati da sostanze giร bandite nel mercato europeo come i principi attivi mancozeb e glufosinato, ritenuti dannosi per la salute e per lโambiente. Parigi ha giustificato la scelta con la necessitร di ristabilire condizioni di concorrenza piรน eque per gli agricoltori europei, sottoposti a regole piรน severe rispetto ai produttori di Paesi terzi, dove lโuso di questi pesticidi รจ ancora consentito. Tuttavia, per quanto riguarda questo tipo di provvedimenti, i Paesi non possono procedere autonomamente senza un coordinamento europeo. La misura richiede infatti lโapprovazione della Commissione per evitare violazioni delle norme sul mercato unico e sul commercio internazionale.
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