Consumo di alcolici nel Regno Unito ai minimi storici, con uno sguardo al periodo natalizio, nel quale i volumi potrebbero subire un rialzo secondo una tendenza che vede sempre più i britannici protagonisti di picchi di volume durante l’anno. In media, la popolazione adulta nel Regno Unito ha consumato 10,2 drink alcolici a settimana nel corso del 2024, secondo i dati dell’Iwsr riportati dal quotidiano Financial Times, toccando un livello mai così basso da quando nel 1990 è iniziata la raccolta dei dati. La flessione è superiore al 25% rispetto ai picchi di due decenni fa (14 drink). Dall’analisi emerge come, a fronte di questa diminuzione, non aumenti il popolo degli astemi.
Questo significa, secondo dati Iwsr riportati dal quotidiano Financial Times, che la principale motivazione è collegata a un atteggiamento più moderato della popolazione di fronte agli alcolici. In linea generale, i consumi dei britannici stanno diminuendo per diverse concause: le difficoltà economiche, i problemi di salute e l’invecchiamento progressivo della popolazione. «La popolazione invecchia e i più anziani non riescono a bere più così come in passato. Inoltre – come ha riferito al quotidiano il presidente Iwsr, Marten Lodewijks – c’è attenzione alla salute, è aumentato il costo della vita e i consumatori non possono permettersi di bere fuori casa». Infine, nel mondo del beverage, sta proseguendo il fenomeno della premiumisation (ovvero il bere meno ma con qualità e prezzo superiori).

Questo è il trend generale. Tuttavia, ci sono eccezioni e il Natale è tra queste. Il Financial Times cita un sondaggio dell’associazione Drinkaware, secondo cui nella settimana di Natale il 57% degli adulti in Uk berrà molto più dei limiti (binge drinking) raccomandati dal ministero della Salute (14 unità alcoliche a settimana), con percentuali vicine al 75% per i più giovani (18-34 anni). Bere 10,2 drink equivale a superare le 17 unità alcoliche a settimana, considerando ad esempio una birra con gradazione 5%. L’Iwsr sottolinea che mediamente gli adulti britannici, come noto grandi frequentatori dei pub soprattutto nei periodi più freddi dell’anno, bevono già oggi 17 unità alcoliche, ovvero più dei limiti suggeriti. E sono soprattutto questi locali, nel segmento del fuori casa, a guardare alle festività come a un periodo di ripresa, dopo diversi mesi di stallo nelle vendite. Le prenotazioni natalizie risultano di molto superiori a quelle di un anno fa.

E in materia rapporto con gli alcolici anche la Z Generation sembra stia cambiando atteggiamento in materia di sobrietà in questo 2025 rispetto a due anni fa, grazie a un certo allentamento dell’inflazione. Infatti, secondo le ultime ricerche Iwsr, il 79 per cento di questa fascia più giovane ha dichiarato nell’autunno 2025 di aver consumato alcolici nei sei mesi precedenti. Una percentuale superiore rispetto al 66% dichiarato nella primavera del 2023. E ciò a fronte di un tasso di consumo di alcolici tra la popolazione anziana che è rimasto stabile.
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