Cinque soci, ognuno con alle spalle una bella esperienza nel mondo della ristorazione, decidono di unire le forze ma soprattutto le idee per aprire un nuovo locale in uno dei quartieri più in hype di Roma. Parliamo di Garbatella, dove da un paio d’anni almeno è in corso un bel fermento tra ristoranti, enoteche con cucina e pizzerie. Verrebbe da dire che aprire l’ennesimo locale dove ce ne sono già abbastanza può essere un autogol, ma non lo è quando alla base ci sono belle idee, originali e dietro un gruppo di professionisti. Come nel caso di Raimondo, che apre i battenti lunedì 9 marzo in via Rosa Raimondi Garibaldi, 246.

Dietro Raimondo c’è un gruppo di amici, ora anche soci. Ad alcuni di loro tanti romani sono particolarmente legati e siamo certi saranno ben felici di ritrovarli qui a Garbatella, parliamo in particolare di Matteo Baldi che per anni è stato il padrone di casa all’ex Epiro di piazza Epiro, ma anche di Fabio Macrì e Mauro Lenci, loro invece anima e cuore dell’ex Bar Bozza nel quartiere ostiense. Completano la squadra Luca Parisi e Carlo Mascioli, quest’ultimo proprietario del birrificio RadioCraft e del pub Craft for Good Times al Torrino. «Con Mauro e Fabio – racconta Matteo Baldi – dopo la chiusura delle attività per le quali lavoravamo, abbiamo subito deciso di metterci assieme». L’idea iniziale, che peraltro è ancora in corso, è stata quella di creare una piccola società di catering e consulenza «avevamo bisogno di uno spazio adatto a costruirci un laboratorio di cucina» racconta Matteo, ed effettivamente videro una serie di spazi anche in altre zone di Roma. Questo di Garbatella lo andarono a visitare senza particolare convinzione «sapevamo che non era quello che cercavamo, era un locale vero e proprio, ma aprine uno non era nei nostri progetti». Fatto sta che appena lo vedono se ne innamorano e coinvolgono subito Luca e Carlo, l’idea di non prenderlo sembrava a tutti una mezza follia e così non solo lo fermano immediatamente, ma ci costruiscono intorno un progetto che si chiama Raimondo e lunedì prende forma definitivamente.

Lo spazio è raccolto, accogliente. Una trentina di posti a sedere dentro e circa venti fuori quando arriverà il permesso per mettere i tavoli all’aperto; Raimondo non punta sulla fin troppo abusata atmosfera “di casa”, vuole invece essere uno di quei posti in cui andarci da soli per un calice da bere al bancone, ma anche in compagnia per una cena informale e rilassata o magari a tarda serata per una birra e qualche chiacchiera. Insomma atmosfera semplice che punta alla convivialità e una proposta food essenziale ma – attenzione – non è l’ennesima osteria contemporanea con porta a tavola le ricette della nonna. Quando chiediamo ai soci di definire il loro locale, tirano fuori una definizione che rende bene l’idea dicendo che Raimondo è una rosticceria moderna, ed è vero visto che molti dei piatti in menu sono carni arrosto e affumicate, e poi niente primi romani ma solo paste al forno e timballi.
«Abbiamo comprato un affumicatore che ci sta dando grandi soddisfazioni!», racconta Matteo Baldi che arriva con qualche minuto di ritardo al nostro appuntamento telefonico, proprio perché impegnato nella cottura del kebab di pollo. «Lo facciamo solo con le sovra cosce, ovviamente prima lo mariniamo, poi va nello spiedo e infine lunga cottura nell’affumicatore». Viene servito come farcitura della pizza bianca ma anche al piatto, per chi lo preferisce.
Bella anche l’idea di servire la salsiccia al metro «ce le prepariamo noi in casa e poi le cuociamo all’americana, quindi appese sull’affumicatore e non sulla griglia» spiega Fabio, aggiungendo che hanno inserito anche un coscio d’agnello cotto come un pulled pork ed una buona punta di petto di manzo. Da abbinare alle carni, ovviamente contorni classici ed anche le patate arrosto servite con le salse Raimondo: piccante, barbecue e all’aglio, in arrivo anche una quarta al formaggio. Non mancano salumi e formaggi, ma non i classici taglieri quanto piuttosto piatti veri e proprio come la ricotta infornata o la mozzarella affumicata in casa.

C’è un bel bancone nella sala di Raimondo, intorno sgabelli e una mensola per accomodarsi. Sul bere si punta molto sulla birra artigianale ci sono sei spine, tre dedicate alle birre di RadioCraft del socio Mascioli e per le altre ci sarò spazio, a rotazione, per le birre di realtà artigianali italiane. E poi certamente vino naturale, oltre 70 le etichette in carta tra italiane e qualche piccola realtà francese, e per gli amanti dei drink pochi cocktail classici ma fatti bene utilizzando distillati artigianali.
In questa fase iniziale l’apertura è prevista solo a cena, ma l’intenzione è di lavorare anche col turno del pranzo magari con un menu più snello. Intanto però è tutto pronto per partire lunedì 9 marzo dalle 17 con l’aperitivo fino al dopocena.
Raimondo – via Rosa Raimondi Garibaldi, 246 – Pagina Instagram
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